Quattro sospetti sono stati posti in custodia cautelare in Serbia, nell’ambito di un’indagine su un presunto gruppo organizzato che avrebbe procurato esplosivi e droni e li avrebbe trasferiti in Paesi membri dell’Unione Europea. I procuratori serbi hanno confermato la notizia giovedì, in un comunicato trasmesso all’agenzia AFP.
Secondo gli investigatori, le attrezzature venivano trasportate verso «luoghi pianificati e concordati in anticipo». Il gruppo avrebbe altri quattro membri. L’indagine è stata aperta il 12 giugno, dopo che, ad aprile, sono stati scoperti esplosivi nei pressi di un gasdotto al confine tra Serbia e Ungheria.
La rivista tedesca Der Spiegel ha riferito che gli investigatori tedeschi stanno verificando possibili collegamenti tra il caso serbo e un drone con un carico esplosivo trovato il mese scorso all’aeroporto di Lipsia/Halle. Le indagini riguardano anche l’arresto, l’11 giugno, di due uomini che trasportavano esplosivi e componenti per droni al confine tra Serbia e Ungheria.
I procuratori serbi non hanno tuttavia confermato un collegamento con l’incidente di Lipsia e non hanno reso pubblici dettagli sui sospetti, compresa la loro cittadinanza. Hanno annunciato di collaborare con le autorità di diversi Paesi europei.
Ad aprile, il presidente Aleksandar Vučić aveva avvertito che gli esplosivi trovati avrebbero potuto provocare ingenti danni al gasdotto che trasporta il gas russo verso l’Ungheria. L’Ucraina aveva allora respinto le accuse secondo cui sarebbe stata responsabile dell’incidente. La Serbia, alleata della Russia, non ha adottato sanzioni contro Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina ed è stata indicata in passato come base per operazioni russe all’estero.
Secondo gli investigatori, le attrezzature venivano trasportate verso «luoghi pianificati e concordati in anticipo». Il gruppo avrebbe altri quattro membri. L’indagine è stata aperta il 12 giugno, dopo che, ad aprile, sono stati scoperti esplosivi nei pressi di un gasdotto al confine tra Serbia e Ungheria.
La rivista tedesca Der Spiegel ha riferito che gli investigatori tedeschi stanno verificando possibili collegamenti tra il caso serbo e un drone con un carico esplosivo trovato il mese scorso all’aeroporto di Lipsia/Halle. Le indagini riguardano anche l’arresto, l’11 giugno, di due uomini che trasportavano esplosivi e componenti per droni al confine tra Serbia e Ungheria.
I procuratori serbi non hanno tuttavia confermato un collegamento con l’incidente di Lipsia e non hanno reso pubblici dettagli sui sospetti, compresa la loro cittadinanza. Hanno annunciato di collaborare con le autorità di diversi Paesi europei.
Ad aprile, il presidente Aleksandar Vučić aveva avvertito che gli esplosivi trovati avrebbero potuto provocare ingenti danni al gasdotto che trasporta il gas russo verso l’Ungheria. L’Ucraina aveva allora respinto le accuse secondo cui sarebbe stata responsabile dell’incidente. La Serbia, alleata della Russia, non ha adottato sanzioni contro Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina ed è stata indicata in passato come base per operazioni russe all’estero.
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