Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato lunedì, a Madrid, che l’intelligenza artificiale non può essere autoregolamentata dalle aziende e dalle persone che controllano questa tecnologia. Nel corso di un evento dedicato alla regolamentazione dell’IA, ha annunciato il rafforzamento della difesa informatica della Spagna e misure per gestire i rischi associati ai modelli di ultima generazione, descritti come «aggressivi».
Sánchez ha presentato una tabella di marcia per i prossimi 12 mesi, finalizzata allo sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale e al sostegno della crescita economica. Il piano prevede la creazione di una «gigafabbrica» di IA e lo sviluppo di nuovi modelli insieme al Centro di supercalcolo di Barcellona. Questi modelli dovrebbero essere utilizzati in settori quali il clima, la sanità e l’energia.
Il primo ministro ha chiesto che i centri dati rispettino standard elevati di tutela ambientale ed efficienza energetica, garantiscano la sovranità dei dati e portino benefici alle comunità locali. Ha sostenuto che la tecnologia debba essere sviluppata in modo trasparente, affinché i cittadini la percepiscano come un’opportunità.
Le dichiarazioni arrivano dopo gli avvertimenti di alcuni leader dei laboratori statunitensi di IA, che hanno chiesto di rallentare lo sviluppo e hanno sottolineato che i sistemi potrebbero evolversi autonomamente e sfuggire al controllo umano. A livello globale, i governi cercano di regolamentare la privacy, la discriminazione, la disinformazione, la perdita di posti di lavoro e la concentrazione della capacità di calcolo.
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