Il ripristino e la coltivazione delle foreste di alghe marine non rappresentano una soluzione importante per contrastare i cambiamenti climatici e, in determinate condizioni, potrebbero contribuire alle emissioni di anidride carbonica, secondo un nuovo studio citato dall’AFP. I ricercatori sottolineano che il riscaldamento degli oceani sta già colpendo questi ecosistemi.
Come le foreste terrestri, le alghe assorbono ogni anno miliardi di tonnellate di carbonio attraverso la fotosintesi. Tuttavia, il declino globale delle foreste di alghe, provocato principalmente dall’aumento della temperatura degli oceani, riduce la loro capacità di fissare il carbonio e può liberare CO2 nell’atmosfera.
Secondo gli autori, l’entità delle perdite causate dai cambiamenti climatici è da 1.000 a 10.000 volte superiore ai guadagni ottenuti attraverso il ripristino, la piantumazione o la coltivazione delle alghe marine. La ricercatrice Karen Filbee-Dexter afferma che la priorità dovrebbe essere prevenire la scomparsa delle foreste esistenti, non soltanto ampliarle.
Gli esperti chiedono di ridurre le emissioni di gas a effetto serra, proteggere le acque costiere, limitare la pesca eccessiva e diminuire le altre pressioni sugli ecosistemi marini.
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