Alcune centinaia di persone, per lo più giovani, hanno partecipato sabato a una manifestazione nel centro di Bruxelles, organizzata sullo sfondo del malcontento per l’aumento dei costi dell’istruzione e le riforme universitarie. La protesta è degenerata in scontri con le forze dell’ordine, che hanno usato gas lacrimogeni e idranti.
I gruppi studenteschi belgi sostengono che le misure adottate o proposte dalle autorità renderanno l’istruzione superiore meno accessibile. Numerosi partecipanti indossavano maschere e scandivano slogan antifascisti, mentre alcuni manifestanti hanno rovesciato un’automobile, secondo un testimone di Reuters.
Il ministro dell’Interno belga, Bernard Quintin, ha condannato le violenze e avvertito che le autorità useranno «tutti i mezzi necessari» per ristabilire l’ordine. Il funzionario ha affermato che la situazione a Bruxelles non rappresenta più una semplice protesta.
Una manifestazione simile si è svolta anche a Liegi, dove gli studenti hanno denunciato l’aumento delle spese per l’istruzione e la difficoltà di accesso ai materiali didattici nel sistema francofono. Le proteste in Belgio si inseriscono in un’ondata più ampia di contestazione sociale in Europa, dopo le manifestazioni in Francia, scatenate dal malcontento per il finanziamento dell’istruzione, la riduzione della spesa pubblica e l’aumento del costo della vita.
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