L'alleanza OPEC+ ha concordato domenica di aumentare le quote di produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno a maggio, una decisione che, sebbene simbolica, è influenzata dal conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, che ha portato al blocco dello Stretto di Hormuz. Questa rotta essenziale per il trasporto del petrolio ha ridotto significativamente le esportazioni dei paesi OPEC+, come Arabia Saudita e Iraq.
Sebbene l'aumento di 206.000 barili al giorno rappresenti meno del 2% della quantità rimossa dal mercato, segnala l'intenzione dell'OPEC+ di aumentare la produzione una volta che la situazione si stabilizza. L'esperto Jorge Leon ha sottolineato che, nelle attuali condizioni, l'aumento è "puramente teorico" e non aggiungerà significativamente all'offerta di petrolio. Inoltre, le sanzioni occidentali e i danni alle infrastrutture in Russia complicano ulteriormente la situazione.
Il Comitato Ministeriale Congiunto di Monitoraggio dell'OPEC+ ha espresso preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture energetiche, che influenzano l'approvvigionamento globale. L'Iran ha dichiarato che l'Iraq è esente da restrizioni nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz, ma rimane incerto se altre navi rischieranno di attraversare l'area. L'attuale interruzione dell'approvvigionamento è considerata la più grande della storia, con stime di 12-15 milioni di barili al giorno rimossi dal mercato.
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