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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha telefonato giovedì due volte al presidente Donald Trump per chiedergli di ordinare attacchi contro i ribelli houthi in Yemen. Secondo Axios, citato da due funzionari statunitensi, Trump ha rifiutato la richiesta e ha dichiarato che gli Stati Uniti non intendono, per il momento, intervenire militarmente in Yemen.
La decisione arriva sullo sfondo di una rapida offensiva dei ribelli sostenuti dall’Iran. Le forze houthi hanno occupato la città portuale di Mokha e la provincia di Hodeidah e avanzano verso lo stretto di Bab-el-Mandeb, una delle principali rotte marittime tra l’Asia e l’Europa. I ribelli hanno conquistato anche l’isola di Zuqar, mentre i combattimenti hanno causato oltre 500 morti.
Gli Stati Uniti stanno coordinando sempre più strettamente le proprie azioni con l’Arabia Saudita, ma cercano di evitare l’apertura di un nuovo fronte. Il capo del CENTCOM, l’ammiraglio Brad Cooper, ha effettuato giovedì una visita a Riad. La priorità di Washington resta concentrare le forze sull’Iran e proteggere lo Stretto di Hormuz.
L’Arabia Saudita ha effettuato circa 40 raid aerei in Yemen dopo che i ribelli hanno lanciato missili balistici e droni verso il sud del Paese. Il conflitto, ripreso con forza dopo un periodo di tregua, minaccia di compromettere gravemente la navigazione nel Mar Rosso.
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