Prima dell’annuncio relativo agli aiuti all’Ucraina, Marine Le Pen ha dichiarato che, se vincerà le elezioni presidenziali, interromperà il sostegno finanziario concesso a Kiev, invocando difficoltà legate alle finanze pubbliche. Ha tuttavia sostenuto che la Francia potrebbe continuare ad addestrare militari ucraini e a fornire equipaggiamenti per la difesa, argomentando di non poter più sostenere ulteriori contributi finanziari.
La posizione è emersa in un contesto politico in cui i leader del Rassemblement National hanno respinto le accuse di vicinanza alla Russia e condannato le pressioni e le azioni attribuite a Mosca contro la Francia e l’Europa. Allo stesso tempo, Le Pen ha sfumato anche altri temi di sicurezza, affermando di voler ritirare la Francia dal comando integrato della NATO, ma solo finché la guerra in Ucraina continuerà.
Parallelamente, le discussioni sulla direzione della Francia nell’UE sono state collegate alla possibilità di una vittoria di Le Pen, anche attraverso scenari riguardanti il bilancio e le politiche comuni. In questo quadro, il RN è stato presentato come un attore che potrebbe modificare le modalità di sostegno all’Ucraina e condizionare gli aiuti, mentre il partito è stato descritto come oscillante nei rapporti con la Russia, a seconda degli sviluppi politici e dei costi elettorali.