La Gran Bretagna e l’Unione europea hanno concordato un progetto di accordo sanitario e fitosanitario che eliminerebbe gran parte dei controlli e delle formalità introdotti dopo la Brexit per il commercio di prodotti alimentari e agricoli. Il documento, trasmesso agli Stati membri prima del vertice Regno Unito-UE di fine mese, sarà esaminato mercoledì dagli ambasciatori europei.
L’accordo, considerato l’elemento centrale del «reset della Brexit», eliminerebbe i certificati sanitari e fitosanitari, alcune tasse di ispezione e altri controlli. In questo modo, gli esportatori britannici potrebbero riprendere le forniture verso l’UE di salsicce fresche, hamburger, frutti di mare provenienti dalle acque britanniche e patate da semina.
In cambio, Londra accetterebbe l’allineamento dinamico alle norme europee riguardanti piante, animali e prodotti alimentari. La misura potrebbe consentire anche la reintroduzione dei passaporti per gli animali domestici e il collegamento dei sistemi britannico ed europeo di scambio delle emissioni.
Il governo britannico stima che l’accordo genererebbe benefici economici per circa 5,1 miliardi di sterline all’anno. Il mondo imprenditoriale sostiene l’iniziativa, ritenendo che ridurrebbe i costi, i ritardi e la burocrazia per le aziende colpite dalle nuove norme commerciali.
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