Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha chiesto venerdì ai cubani che desiderano un cambiamento politico di contattare la CIA, in un insolito appello pubblico, mentre si intensificano le pressioni di Washington sul governo comunista dell’Avana.
«Coloro che desiderano portare un cambiamento positivo a Cuba: questo è il momento», ha dichiarato Rubio. Ha esortato gli scontenti per la corruzione, le promesse non mantenute e i privilegi delle élite a contribuire al cambiamento «attraverso una partnership discreta con la CIA». Successivamente, l’agenzia americana ha pubblicato un video in lingua spagnola con istruzioni per le persone interessate a fornire informazioni.
L’appello è senza precedenti per il riferimento diretto al coinvolgimento della CIA e per il suggerimento di un possibile cambio di regime. Le autorità cubane hanno deriso il messaggio, definendolo un segno della «disperazione» di Washington. Anche il ministro degli Esteri Bruno Rodriguez ha respinto le minacce relative alle ambizioni degli Stati Uniti nei confronti di Cuba.
I rapporti tra i due Paesi sono tesi a causa dell’embargo americano istituito nel 1962, delle ulteriori sanzioni e delle pressioni politiche promosse dall’amministrazione di Donald Trump. Il presidente americano ha evocato anche la possibilità di un intervento, mentre Rubio è uno dei principali sostenitori della politica di massima pressione sull’Avana.
Il coinvolgimento della CIA a Cuba ha una storia controversa. Nell’aprile 1961, l’invasione della Baia dei Porci, organizzata con il sostegno dell’agenzia, fallì nel tentativo di rovesciare il regime di Fidel Castro. In seguito, l’agenzia è stata associata anche a diversi tentativi di assassinio dei leader cubani.
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