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I partiti di opposizione in Grecia chiedono al governo di Atene di chiarire le accuse secondo cui l’ambasciatrice degli Stati Uniti, Kimberly Guilfoyle, avrebbe minacciato il ministro greco dell’Energia, Stavros Papastavrou, durante una disputa sulla politica energetica e sui rapporti con Washington.
Le informazioni sono state pubblicate inizialmente da The Wall Street Journal e successivamente confermate da fonti citate dal Financial Times. Secondo quanto riferito, l’incidente sarebbe avvenuto nel mese di marzo, durante una cena organizzata ad Atene. Guilfoyle avrebbe fatto riferimento all’imminente crollo del governo della Romania e avrebbe detto: „Possiamo farlo a qualunque Paese vogliamo” e „Possiamo farlo anche qui”. Papastavrou avrebbe replicato che gli Stati Uniti non possono sostituire un governo eletto dal popolo.
Il governo greco nega che ci sia stata qualsiasi minaccia. Il portavoce Pavlos Marinakis ha dichiarato che una situazione del genere non sarebbe mai stata tollerata. L’avvocato dell’ambasciatrice contesta la descrizione della conversazione, mentre i suoi rappresentanti hanno rifiutato di commentare.
L’opposizione chiede tuttavia una posizione ufficiale chiara. PASOK, SYRIZA e il partito di sinistra ELAS hanno chiesto spiegazioni urgenti, invocando la sovranità della Grecia e la necessità del rispetto reciproco nelle relazioni diplomatiche. Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha riaffermato il partenariato strategico con la Romania, senza commentare direttamente le accuse.
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