Il governo greco ha respinto le informazioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero minacciato l’esecutivo di Atene, in una dichiarazione rilasciata recentemente dal portavoce Pavlos Marinakis. Ha affermato che «non si è mai posto il problema» di minacce degli Stati Uniti nei confronti del governo greco e che non sarebbero state tollerate in nessuna circostanza.
Marinakis ha sostenuto che le relazioni tra Grecia e Stati Uniti sono attualmente «più strette e più stabili che mai», basate sul rispetto reciproco e su valori comuni. Il funzionario ha indicato anche la cooperazione energetica, menzionando il coinvolgimento delle società ExxonMobil e Chevron nell’esplorazione delle risorse della Grecia. La prima perforazione esplorativa nel Mar Ionio degli ultimi quasi 50 anni è prevista per i prossimi mesi.
La controversia è sorta dopo un articolo del Wall Street Journal, secondo cui l’ambasciatrice degli Stati Uniti in Grecia avrebbe dichiarato che Washington aveva contribuito alla caduta del governo Bolojan. Lo scenario sarebbe stato legato al rifiuto del primo ministro destituito di acquistare gas naturale liquefatto americano attraverso il Corridoio Verticale, a un prezzo considerato troppo elevato.
La ministra degli Esteri romena, Oana Țoiu, ha respinto questa interpretazione e ha precisato che la visita dell’ambasciatrice in Romania si è svolta nell’ambito di un evento privato d’affari.
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