Il governo italiano ha adottato giovedì un decreto che, a partire dall’anno scolastico 2027-2028, limita il numero di determinati studenti stranieri nelle classi della scuola primaria e vieta di coprirsi il volto all’interno degli istituti scolastici. Per entrare in vigore, le misure devono essere promulgate dal presidente Sergio Mattarella.
Il limite del 30% si applica agli studenti che non sono cittadini italiani, non sono nati in Italia o hanno frequentato meno di due anni di scuola dell’infanzia nel Paese. Se il numero delle richieste supera la soglia, le autorità scolastiche potranno redistribuire gli studenti nelle scuole vicine, tenendo conto delle esigenze delle famiglie e dell’accesso all’istruzione.
Il decreto prevede multe fino a 1.000 euro per le persone che entrano nelle scuole indossando abiti che coprono il volto. La premier Giorgia Meloni ha definito le misure necessarie per l’integrazione e ha sostenuto che gli studenti devono poter comunicare in italiano e partecipare alla vita scolastica a volto scoperto. Ha inoltre annunciato l’intenzione di introdurre corsi di italiano per i genitori che non parlano la lingua.
I dirigenti di alcune scuole hanno avvertito che l’applicazione delle regole sarà difficile nelle regioni con numerose popolazioni immigrate. L’opposizione accusa il governo di promuovere una «guerra culturale» e di nascondere i problemi reali del sistema educativo.
In Italia studiano circa 900.000 studenti stranieri, pari all’11,6% del totale. Secondo i dati citati, circa il 43% proviene da altri Paesi europei, mentre il 32% ha origini africane.
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