Il tetto del 30% per gli studenti senza cittadinanza italiana, introdotto dal governo di Giorgia Meloni attraverso un decreto sulla scuola, è giunto all’attenzione della Commissione europea. La misura si applica dall’anno scolastico 2027/2028 e riguarda direttamente i genitori romeni in Italia, poiché la comunità romena è una delle più numerose tra gli studenti con cittadinanza straniera.
La Commissione europea ha avvertito che i trattati dell’UE vietano la discriminazione diretta o indiretta basata sulla nazionalità. La vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu ha dichiarato che Bruxelles segue attentamente il decreto. Il ministro Giuseppe Valditara sostiene tuttavia che la norma riguarda il livello di conoscenza della lingua e l’integrazione, non la cittadinanza.
Il decreto-legge n. 170, approvato il 24 settembre ed entrato in vigore il 1° ottobre 2026, deve essere convertito in legge entro il 29 novembre. Il testo è all’esame del Senato, dove sono stati presentati circa 800 emendamenti.
La norma si applica esclusivamente alle classi prime. Sono interessati gli studenti senza cittadinanza italiana che non sono nati in Italia, non hanno frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia oppure, nella scuola secondaria di primo e secondo grado, non hanno completato con esito positivo almeno tre anni nel sistema italiano. Il decreto prevede inoltre corsi gratuiti di italiano per i genitori. La misura non produce effetti nell’anno scolastico in corso e può essere modificata dal Parlamento.
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