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Il partito filoeuropeo e filoucraino Lista Unita, guidato dal premier uscente Andris Kulbergs, ha vinto le elezioni parlamentari svoltesi sabato in Lettonia, confermando l’orientamento filo-occidentale del Paese. La formazione ha ottenuto il 35,3% dei voti e 42 seggi su un totale di 100, dopo lo spoglio del 99,99% delle schede.
Il risultato, considerato senza precedenti dalla riconquista dell’indipendenza nel 1990, offre a Kulbergs un importante vantaggio, ma il premier deve formare una coalizione di maggioranza nella Saeima. L’Alleanza Nazionale ha ottenuto l’8,9% e dieci seggi, mentre Nuova Unità ha ottenuto il 6,3% e sette seggi. L’Unione dei Verdi e degli Agricoltori non ha superato la soglia elettorale del 5%.
Le formazioni populiste hanno tuttavia registrato risultati importanti. Lettonia al primo posto ha ottenuto il 13,1% e 17 seggi, mentre Potere Sovrano, critico nei confronti del sostegno all’Ucraina e dell’aumento delle spese militari, ha ottenuto l’11,7% e 15 seggi. Il partito è considerato filorusso dai suoi avversari e rimane politicamente isolato.
La sicurezza, il rapporto con la Russia e la guerra in Ucraina hanno dominato la campagna elettorale. La Lettonia, membro dell’UE e della NATO dal 2004, destina quasi il 5% del PIL alla difesa. Parallelamente, gli elettori hanno indicato come priorità il costo della vita, i salari bassi, il sistema sanitario e il declino demografico. L’affluenza alle urne è stata del 51,8%.
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