Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno annunciato martedì di aver abbattuto due droni americani da ricognizione nei pressi dell’isola di Qeshm, nel contesto di un’operazione militare statunitense riferita da pubblicazioni internazionali. L’incidente è avvenuto nella zona dello Stretto di Hormuz, un punto strategico per il traffico marittimo e per il trasporto globale di petrolio.
In un comunicato trasmesso dall’agenzia di Stato Irna, la forza d’élite iraniana ha sostenuto che i droni siano stati intercettati dopo che gli Stati Uniti avrebbero tentato di raggiungere i propri obiettivi utilizzandoli. Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha finora fornito informazioni sul presunto attacco né ha confermato la rivendicazione iraniana.
Irna ha riferito inoltre che nei pressi dell’isola si sono udite cinque esplosioni consecutive, che secondo fonti locali potrebbero essere il risultato di un impatto all’interno dell’isola. Le autorità locali non hanno confermato l’origine delle esplosioni.
Qeshm ospita un’installazione sotterranea per missili, una base navale e un importante impianto di desalinizzazione. Secondo The Wall Street Journal, lunedì gli Stati Uniti avrebbero effettuato attacchi sull’isola, presentati da funzionari americani come operazioni difensive volte a ridurre le minacce dell’Iran alla navigazione commerciale. Altre fonti hanno indicato che l’azione sarebbe stata una risposta all’attacco contro un velivolo militare statunitense nella regione.
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