Un'inchiesta ha rivelato una "politica deliberata" tra alcuni membri delle forze speciali britanniche in Afghanistan, che mirava all'uccisione di ragazzi non armati, anche quando questi non rappresentavano una minaccia. Una nota di un ufficiale superiore, datata 2011, avvertiva su questa pratica, menzionando che era stata presa una "decisione consapevole" di coprire i crimini di guerra. Sebbene l'ufficiale avesse riconosciuto che le accuse potessero essere solo voci, ha sottolineato che meritavano un'indagine più approfondita.
I documenti pubblicati a seguito dell'inchiesta mostrano che incidenti di questo tipo sono stati insabbiati, e gli ufficiali hanno ricevuto ricompense per azioni illegali. Le famiglie afgane sostengono che il UKSF ha condotto una "campagna di uccisioni" contro i civili, e le indagini precedenti non hanno portato a procedimenti penali. Il Ministero della Difesa britannico ha dichiarato di sostenere l'inchiesta e attende i risultati di essa.
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