La polizia nazionale ucraina ha annunciato venerdì l’arresto di un’adolescente di 17 anni, sospettata di aver avvelenato soldati ucraini su ordine del Servizio federale di sicurezza russo (FSB). Secondo gli investigatori, due persone sono morte nella regione di Žytomyr, a ovest di Kiev, mentre altre quattro potenziali vittime sono state salvate.
La ragazza sarebbe stata contattata tramite Telegram e avrebbe ricevuto istruzioni da un coordinatore russo per spedire per posta pacchi contenenti sostanze che, secondo la polizia, includevano dosi letali di metadone. Avrebbe indicato dati falsi sul mittente e ricevuto la promessa di una ricompensa di almeno 5.000 grivne, circa 100 euro.
I militari sarebbero stati indotti a consumare le sostanze davanti a una telecamera, sostengono le autorità ucraine. L’adolescente è stata fermata nella regione di Žytomyr e rischia fino a 15 anni di carcere per concorso in omicidio premeditato nell’ambito di un gruppo organizzato e traffico di sostanze illecite.
La polizia ha raccomandato ai militari di non accettare medicinali, alimenti, bevande o altre sostanze da persone sconosciute. Dall’inizio dell’invasione russa, nel febbraio 2022, le autorità di Kiev hanno aperto migliaia di indagini sulla collaborazione con il nemico e annunciano periodicamente fermi per attività a beneficio della Russia.
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