L’Arabia Saudita ha rimesso in funzione l’oleodotto Est-Ovest e potrebbe riprendere martedì le esportazioni di greggio dal porto di Yanbou, sul Mar Rosso, secondo fonti vicine al dossier citate da Reuters. L’infrastruttura era stata chiusa il 13 settembre, dopo un attacco con droni che aveva interrotto il caricamento del petrolio saudita nel porto.
L’oleodotto svolge un ruolo strategico nel contesto della perturbazione del traffico attraverso lo stretto di Hormuz, arteria attraverso la quale, in condizioni normali, transita circa il 20% del trasporto marittimo mondiale di idrocarburi. L’Arabia Saudita lo utilizza per dirottare circa quattro milioni di barili di greggio al giorno verso il Mar Rosso, pari a circa il 4% della produzione mondiale.
Le fonti hanno precisato che l’oleodotto funziona momentanemente a un ritmo ridotto e che il ritorno alla capacità normale potrebbe richiedere alcune settimane. A Yanbou era previsto il carico di una nave cargo diretta in Cina.
Gli annunci sulla ripresa delle operazioni hanno esercitato pressione sui prezzi del petrolio. La quotazione del Brent è scesa, intorno alle 12:15 GMT, sotto la soglia dei 100 dollari al barile. La compagnia petrolifera statale Aramco non ha ancora rilasciato commenti.
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