La Spagna intende mantenere la sospensione della partecipazione all’Eurovision 2027, per protestare contro la presenza di Israele nella competizione, nel contesto della guerra a Gaza. José Pablo López, presidente della televisione pubblica spagnola RTVE, ha annunciato che proporrà al Consiglio di amministrazione di confermare la decisione di ritirarsi.
«Sono stati compiuti progressi tecnici, ma restano evidentemente questioni etiche irrisolte», ha dichiarato López. La proposta sarà esaminata dalla dirigenza della televisione nazionale.
La Spagna si è ritirata dall’edizione di quest’anno, insieme ai Paesi Bassi, all’Islanda e all’Irlanda, contestando la partecipazione di Israele. Anche l’Irlanda e i Paesi Bassi hanno annunciato che non parteciperanno all’edizione del 2027, in programma a Burgas, in Bulgaria.
Il ritiro della Spagna potrebbe avere conseguenze importanti per gli organizzatori. Il Paese fa parte del gruppo dei Big Five, composto dai principali finanziatori dell’Unione europea di radiodiffusione, e accede automaticamente alla finale dell’Eurovision.
La controversia si inserisce nel contesto del conflitto a Gaza, scoppiato nel 2023 dopo gli attacchi di Hamas contro Israele. Sebbene i combattimenti siano cessati nell’ottobre 2025, il Ministero della Salute di Gaza ha riferito di oltre 1.300 morti a seguito degli attacchi israeliani, cifre ritenute credibili dall’ONU. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è uno dei critici di Israele e ha descritto ripetutamente le sue azioni come un «genocidio».
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