La Russia si trova in una crisi di approvvigionamento di benzina, causata dagli attacchi con droni ucraini che hanno portato a interruzioni nel funzionamento delle raffinerie.
Alla fine di giugno, le autorità locali hanno riportato che circa il 90% delle regioni del paese ha implementato misure di razionamento del carburante o ha incontrato interruzioni nell'approvvigionamento.
Questa penuria ha spinto le autorità russe a cercare soluzioni alternative, inclusi ulteriori rifornimenti di carburanti dal Kazakistan e dalla Bielorussia, così come importazioni di benzina via mare dall'India.
Inoltre, a partire dal 1 aprile 2026, la Russia ha vietato le esportazioni di benzina, ad eccezione delle consegne secondo accordi intergovernativi con alcuni stati dell'Asia Centrale. Questa situazione complicata sottolinea l'impatto del conflitto sull'economia russa e le sfide che si trova ad affrontare nell'assicurare le risorse energetiche.
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