La recente eliminazione di alcuni funzionari iraniani ha generato una reazione rapida in Russia, dove i servizi di sicurezza hanno disattivato temporaneamente alcuni sistemi di sorveglianza per prevenire possibili violazioni. Queste misure sono state adottate a seguito di un'operazione attribuita a Israele, che ha utilizzato l'intelligenza artificiale per analizzare flussi video dall'Iran, localizzando figure chiave del regime. Questa evoluzione tecnologica ha sollevato preoccupazioni riguardo alla vulnerabilità dei sistemi di sorveglianza, che, sebbene progettati per la protezione, possono diventare un bersaglio per attori avversi.
La Russia, già preoccupata per le minacce esterne, ha intensificato la sicurezza attorno a Vladimir Putin, vietando l'uso dei trasporti pubblici da parte del suo personale più vicino e imponendo controlli rigorosi ai visitatori. Queste misure riflettono una crescente paranoia tra i leader russi, sullo sfondo delle paure di attentati e possibili colpi di stato.
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