Le autorità russe hanno imposto il divieto di diffondere informazioni sui funerali della ricercatrice Daria Shipilova, 28 anni, morta circa dieci giorni fa nella regione di Irkutsk. Non è noto se la giovane sia già stata sepolta, né se la famiglia abbia scelto una bara ordinaria o una bara di zinco.
La famiglia della ricercatrice non ha fornito dettagli, mentre fonti citate dalla stampa britannica sostengono che i parenti sarebbero stati sottoposti a pressioni affinché mantenessero il silenzio. La madre di Daria, Svetlana, operatrice sanitaria, aveva precedentemente accusato i medici di non aver salvato la figlia, dopodiché non ha più rilasciato dichiarazioni pubbliche.
Shipilova lavorava presso l’Istituto di ricerca antipeste di Irkutsk. L’esperto statunitense di origine russa Mihail Favorov sostiene che la ricercatrice potrebbe essere stata infettata in seguito a un incidente di laboratorio, probabilmente inalando batteri durante la manipolazione di alcuni materiali. Respinge tuttavia l’ipotesi che il laboratorio fosse coinvolto in un programma di armi biologiche.
Le autorità russe affermano che oltre 5.500 test effettuati sui contatti non hanno rilevato la peste né altri agenti patogeni pericolosi. Il decesso è stato ufficialmente classificato come polmonite di eziologia indeterminata. L’Organizzazione mondiale della sanità ha continuato a chiedere spiegazioni.
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