Le autorità della regione russa di Kursk stanno preparando, insieme all’esercito, itinerari turistici attraverso ex zone di combattimento, sebbene la regione rimanga esposta agli attacchi ucraini. Il governatore Alexander Khinshtein ha annunciato che il progetto potrebbe includere bunker, posti di comando sotterranei, installazioni difensive e spazi museali legati alle operazioni militari.
Tra gli obiettivi presi in considerazione potrebbero esserci luoghi in cui erano di stanza militari nordcoreani. Russia e Corea del Nord hanno riconosciuto nell’aprile 2025 che le truppe di Pyongyang hanno partecipato all’operazione per riconquistare la regione di Kursk.
L’Ucraina ha lanciato l’offensiva a Kursk il 6 agosto 2024 e, al suo apice, ha occupato circa 1.376 chilometri quadrati di territorio russo. La Russia ha gradualmente riconquistato la maggior parte dell’area e, nel marzo 2025, le truppe ucraine si sono ritirate da Sudža, la principale città controllata da Kiev.
Il progetto turistico è ancora in fase di pianificazione e le autorità non hanno deciso quali obiettivi saranno inclusi. L’iniziativa rientra in una strategia più ampia di Mosca volta a trasformare i luoghi associati alla guerra in destinazioni di «turismo patriottico», analogamente ai piani annunciati per le aree occupate della regione di Donec’k.
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