Bruxelles, 2 dicembre 2025 La Commissione per gli Affari Esteri (AFET) ha adottato un insieme di raccomandazioni critiche riguardo all'efficacia del Regime globale di sanzioni dell'UE in materia di diritti umani (noto come Legge Magnitsky dell'UE). Il voto, concluso con 44 favorevoli, 15 contrari e 4 astensioni, mira a trasformare le sanzioni da un gesto simbolico in un'arma strategica coerente contro l'impunità globale.
In breve
Richiesta per l'inclusione delle sanzioni anticorruzione nel quadro attuale e chiusura delle porte che consentono di eludere le misure.
La società civile potrebbe ricevere un ruolo formale nella proposta dei criteri di inserimento degli abusatori.
Solo 156 inserimenti (120 individui, 36 entità) attivi fino a maggio 2025; la revisione del 2026 è vista come il momento cruciale per un reset.
Il rapporto degli europarlamentari segnala che, sebbene lo strumento sia essenziale, non raggiunge il suo potenziale massimo a causa di sfide operative, geografiche e giuridiche. Il testo riafferma l'impegno a combattere l'impunità, ma chiede di passare dalle dichiarazioni ai fatti: una valutazione rigorosa dell'impatto e un'applicazione molto più rigorosa da parte degli Stati membri. Un punto nevralgico identificato è la mancanza di sanzioni per corruzione nel quadro attuale, con gli eurodeputati che insistono affinché questo meccanismo venga integrato rapidamente per colpire le fonti finanziarie dei regimi abusivi.
Il sistema attuale è vulnerabile a "fughe" legislative. Il rapporto propone l'identificazione urgente di modalità per prevenire l'elusione delle sanzioni (circumvention), una pratica sempre più frequente attraverso la quale gli attivi vengono spostati in giurisdizioni amiche. Una grande innovazione proposta è l'apertura del processo di inserimento: il Parlamento Europeo e le organizzazioni della società civile potrebbero contribuire direttamente al processo di suggerimento dei criteri di inserimento, dando voce a coloro che documentano gli abusi sul campo. Questo approccio democratizzerebbe il meccanismo e garantirebbe che le sanzioni colpiscano i veri responsabili, non solo gli intermediari.
Il relatore Antonio López Istúriz White (PPE, Spagna) sottolinea che l'UE deve fare di più che reagire; deve utilizzare le sanzioni "in modo strategico e coerente", allineate con gli obiettivi più ampi di politica estera. La proroga del regime attuale fino a dicembre offre una finestra di opportunità per una revisione completa nel 2026. Questa riforma è vista come l'ultima possibilità di correggere le attuali carenze prima che lo strumento perda credibilità. Il rapporto sarà sottoposto a voto finale nella sessione plenaria all'inizio del 2026.