Il Partito Comunista Cinese ha escluso 33 funzionari, 16 dei quali provenivano dalle strutture militari, nell’ambito di un’ampia campagna di disciplina e lotta alla corruzione. La decisione è stata annunciata giovedì 29 ottobre, dopo la quinta sessione plenaria del Comitato Centrale, tenutasi in Cina.
Tra gli estromessi figurano Zhang Youxia, ex vicepresidente della Commissione Militare Centrale e uno dei più potenti generali cinesi, nonché Liu Zhenli, ex capo del Dipartimento dello Stato Maggiore Congiunto. Nell’elenco compare anche Ma Xingrui, ex leader del Partito Comunista nello Xinjiang, insieme a ex funzionari responsabili dell’industria, della finanza e delle relazioni internazionali del partito.
Dopo le esclusioni, la Commissione Militare Centrale è rimasta con appena due membri attivi: Xi Jinping e il generale Zhang Shengmin, promosso giovedì anche al Politburo. La misura arriva mentre Pechino modernizza il proprio esercito e in vista del congresso del 2027, al quale Xi dovrebbe puntare a un quarto mandato quinquennale.
L’ampiezza delle epurazioni si è riflessa anche nella partecipazione alla sessione plenaria. Erano presenti soltanto 279 membri, il tasso di partecipazione più basso mai registrato in un organo di questo tipo nel periodo successivo a Mao Zedong. La riunione ha inoltre adottato una risoluzione per rafforzare la disciplina interna e intensificare la lotta alla corruzione.
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