Kim Yo Jong, sorella del leader nordcoreano Kim Jong Un, ha accusato gli Stati Uniti di aggravare le tensioni nella penisola coreana attraverso frequenti esercitazioni militari e ha avvertito che Pyongyang potrebbe rispondere «in modo più offensivo». La dichiarazione è stata pubblicata dall’agenzia ufficiale KCNA, sullo sfondo di un’esercitazione navale internazionale condotta intorno all’isola americana di Guam.
Secondo Kim Yo Jong, le manovre militari guidate dagli Stati Uniti rappresentano «prove di guerra» e giustificano l’intensificazione delle azioni nordcoreane di deterrenza. Ha sostenuto che, qualora la sovranità e gli interessi di sicurezza della Corea del Nord fossero considerati gravemente violati, le Forze armate del Paese mobiliterebbero tutti i mezzi disponibili.
Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone, Australia, Canada e Nuova Zelanda partecipano, dal 29 agosto al 10 settembre, all’annuale esercitazione navale Pacific Vanguard, organizzata nei pressi di Guam. Secondo l’esercito statunitense, l’esercitazione mira a rafforzare la capacità degli alleati di condurre operazioni navali congiunte nella regione del Pacifico.
Kim Yo Jong ricopre un’importante posizione nella leadership del Partito dei Lavoratori di Corea ed è una delle principali voci del regime di Pyongyang nei rapporti con i suoi avversari. Ha inoltre riaffermato l’impegno della Corea del Nord a rafforzare la propria deterrenza nucleare.
Pyongyang considera le armi nucleari essenziali per la sopravvivenza del regime. Il Paese, sottoposto a sanzioni internazionali, non ha ripreso i negoziati sul programma nucleare dopo il fallimento del vertice tra Kim Jong Un e Donald Trump nel 2019.
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