La rete elettrica nazionale di Cuba è completamente collassata venerdì 18 settembre 2026, provocando un blackout sull’intera isola, ha annunciato il Ministero dell’Energia dell’Avana. Il blackout interessa circa nove milioni di abitanti ed è la settima interruzione totale registrata a Cuba dall’inizio dell’anno.
L’incidente si verifica nel contesto di una grave crisi energetica, alimentata dalla carenza di carburante, dal deterioramento delle infrastrutture e dalle difficoltà economiche che l’isola affronta da diversi anni. Anche nei periodi in cui la rete funziona, le autorità sono costrette a ricorrere frequentemente a interruzioni programmate.
Il sistema energetico cubano si basa su sette centrali termoelettriche, tutte con più di 40 anni e colpite dall’usura. L’Avana accusa gli Stati Uniti di aggravare la crisi attraverso le restrizioni sul petrolio, mentre Washington attribuisce la situazione alla cattiva gestione economica del governo cubano. A marzo, una sola petroliera russa, con circa 100.000 tonnellate di greggio, ha ricevuto il permesso di raggiungere Cuba da gennaio.
Il blackout acuisce le tensioni tra L’Avana e Washington, già esacerbate dalle dispute sulla sicurezza regionale e sui rapporti di Cuba con i suoi alleati.
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