Il primo processo sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream inizia mercoledì 14 ottobre presso il Tribunale di Amburgo, quattro anni dopo le esplosioni avvenute nel Mar Baltico. Serghei Kuznetsov, ex ufficiale ucraino, è accusato dai procuratori tedeschi di aver coordinato l’operazione per distruggere i gasdotti, su richiesta di alcune autorità ucraine.
Le esplosioni si sono verificate il 26 settembre 2022, nei pressi dell’isola danese di Bornholm. Nord Stream 1 era già fermo, mentre Nord Stream 2 non era mai entrato in funzione. Secondo l’inchiesta tedesca, un gruppo composto da sommozzatori, un artificiere e il capitano di una nave avrebbe trasportato esplosivi e installato cariche a detonazione ritardata.
Kuznetsov è stato arrestato in Italia il 21 agosto 2025, mentre si trovava in vacanza con la famiglia, ed è stato estradato in Germania un mese più tardi. Rischia diversi anni di carcere se sarà riconosciuto colpevole delle accuse formulate dai procuratori, incluso il crimine di guerra.
L’Ucraina ha negato il coinvolgimento nel sabotaggio, mentre il governo tedesco evita di commentare il caso, richiamando la separazione dei poteri. La Russia ha chiesto una procedura obiettiva e un verdetto. Un secondo sospettato ucraino, identificato come Vladimir Z., si trova in stato di arresto e contesta l’estradizione dalla Croazia.
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