Gli agenti federali americani hanno arrestato Abdulrahman Alfozan, un ingegnere di origine saudita impiegato presso OpenAI, accusato di aver nascosto un dispositivo di registrazione audio in una sala conferenze destinata alla dirigenza dell’azienda, in un edificio di San Francisco. Il dispositivo sarebbe stato installato intorno al 28 settembre e scoperto due giorni dopo, collegato a una porta USB sul retro di un televisore e nascosto nella carta igienica.
Secondo il Dipartimento di Giustizia e l’FBI, l’apparecchio aveva un microfono e poteva essere collegato a una telecamera. I dati memorizzati erano criptati e gli investigatori non sono riusciti ad accedervi. Successivamente, nella borsa del sospettato sarebbe stato trovato un dispositivo personalizzato simile.
OpenAI sostiene di aver utilizzato i propri modelli di intelligenza artificiale per identificare l’autore e afferma che questi intendeva collocare altri dispositivi in aree sensibili. L’azienda non ha trovato indicazioni di accesso al codice sorgente, ai parametri dei modelli o ai dati dei clienti, ma ha licenziato Alfozan.
Il sospettato, di 35 anni, lavorava presso OpenAI dal luglio 2025 ed è residente permanente negli Stati Uniti dal 2020. Rischia fino a cinque anni di carcere, una multa di 250.000 dollari e tre anni di sorveglianza.
L’indagine dell’FBI continua.
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