Venerdì, il Turkmenistan celebra 30 anni di neutralità permanente, una dottrina che ha trasformato questa ex repubblica sovietica in uno dei paesi più chiusi del mondo. All'evento partecipano leader come Vladimir Putin, Recep Tayyip Erdogan e Massoud Pezeshkian, tutti con relazioni tese con l'Occidente. Il Turkmenistan, ricco di gas naturale, ha avuto solo tre presidenti dalla sua indipendenza nel 1991, e l'attuale leader, Serdar Berdymukhamedov, continua la tradizione del culto della personalità.
La neutralità, riconosciuta dall'ONU nel 1995, è un pilastro del regime, che rifiuta di aderire ad alleanze internazionali. Sebbene il paese abbia risorse naturali abbondanti, affronta problemi ambientali, come la scarsità d'acqua e l'inquinamento. Il Turkmenistan mantiene relazioni economiche con Cina, Russia, Iran e Turchia, ma la cooperazione con l'Occidente è limitata. Il regime è criticato per le restrizioni sui diritti umani e l'accesso alle informazioni, ed è frequentemente paragonato alla Corea del Nord.
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