Un processo civile è stato avviato il 9 febbraio 2026 a Los Angeles, California, in cui Meta e Google sono accusate di aver creato "dipendenza intenzionale" tra i bambini e gli adolescenti che utilizzano le loro piattaforme di social media.
Una giovane di 20 anni, Kaley G.M., ha presentato la denuncia, sostenendo di essere diventata dipendente dai social media fin dall'infanzia e che questo le ha causato problemi psicologici, come depressione, ansia e diminuzione dell'autostima. L'avvocato della reclamante, Mark Lanier, afferma che le piattaforme non creano dipendenza "per errore", ma intenzionalmente, poiché la dipendenza è redditizia per le aziende.
In difesa, l'avvocato di Meta ha sostenuto che i problemi di salute mentale della giovane sono legati alle sue esperienze familiari traumatiche, non ai social media. Il processo potrebbe avere implicazioni significative per la responsabilità civile degli operatori di social media, considerando che finora sono stati esentati da responsabilità.
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