In una conferenza stampa, funzionari del Pentagono hanno annunciato che richiederanno un aumento di oltre il 20% del budget della Difesa, raggiungendo una somma totale di circa 900 miliardi di dollari per l'anno fiscale corrente. Questa richiesta arriva nel contesto del conflitto con l'Iran, dove gli Stati Uniti hanno già speso oltre 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni di guerra. I funzionari hanno sottolineato la necessità di questi fondi per sostituire le munizioni consumate e per continuare le operazioni militari.
Critiche sono state mosse all'ex presidente Joe Biden per l'esaurimento dell'arsenale americano attraverso aiuti militari verso l'Ucraina. Inoltre, il capo del Pentagono ha rifiutato di fornire un orizzonte per la conclusione del conflitto, lasciando questa decisione in mano al presidente Trump. Nonostante gli attacchi alla leadership iraniana, il regime di Teheran continua a rispondere, e i servizi di intelligence americani suggeriscono che l'Iran non ha ripreso le attività di arricchimento dell'uranio, contraddicendo così le giustificazioni per la guerra. Le dimissioni del capo del Centro nazionale antiterrorismo degli Stati Uniti, Joseph Kent, hanno sollevato interrogativi sui veri motivi del conflitto, evidenziando l'influenza di Israele nelle decisioni americane.
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