Gli europarlamentari chiedono sanzioni per coloro che bloccano l'accesso agli aiuti e richiedono un aumento significativo del bilancio per affrontare la "policrisi" globale.
Strasburgo, 20 gennaio 2026 – Il Parlamento Europeo ha condannato fermamente il numero crescente di violazioni del diritto internazionale umanitario (DIU), approvando un nuovo rapporto che richiede una risposta più ambiziosa dell'UE alle crisi. In un voto svolto oggi, i legislatori hanno espresso la loro indignazione per il targeting deliberato dei civili e dei lavoratori umanitari, sottolineando in modo specifico "l'uccisione di 508 lavoratori umanitari a Gaza".
In breve
Gli europarlamentari hanno adottato un rapporto di Leire Pajín (S&D, ES) con 444 voti favorevoli, condannando l'erosione del rispetto per il diritto internazionale umanitario.
Il testo richiede sanzioni dell'UE contro gli attori che ostacolano deliberatamente l'accesso umanitario, etichettando tale negazione come una potenziale crimine di guerra.
Il Parlamento richiede un aumento significativo del finanziamento umanitario per il bilancio dell'UE 2028-2034, per affrontare le crisi a Gaza, in Sudan e nella RDC.
Il rapporto, redatto dall'europarlamentare spagnolo Leire Pajín, arriva in un momento di "crisi umanitarie multiple e sovrapposte". Esso riafferma che la protezione dei civili deve essere un elemento non negoziabile dell'azione esterna dell'UE. Il Parlamento ha espresso profonda preoccupazione per la crescente frequenza degli attacchi contro le strutture mediche e le infrastrutture essenziali, esortando l'UE a considerare sanzioni contro qualsiasi attore che ostacoli deliberatamente la consegna di aiuti vitali.
Una parte significativa della risoluzione si concentra sulla situazione a Gaza. Gli europarlamentari hanno deplorato l'uccisione di oltre mille palestinesi mentre cercavano aiuti e la morte di oltre 500 lavoratori umanitari. Hanno affermato che il rifiuto dell'accesso agli aiuti costituisce una punizione collettiva e un crimine di guerra, chiedendo che il mandato e il finanziamento dell'Agenzia ONU per i Rifugiati Palestinesi (UNRWA) siano ripristinati integralmente. Il rapporto evidenzia anche "crisi umanitarie senza precedenti" in Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo, richiedendo un sostegno maggiore per i sopravvissuti alla violenza sessuale legata ai conflitti.
Guardando al futuro, il Parlamento ha insistito affinché la leadership umanitaria dell'UE sia sostenuta finanziariamente. Gli europarlamentari hanno chiesto un "aumento significativo" del finanziamento per l'aiuto umanitario nel prossimo bilancio a lungo termine (2028-2034). La relatrice Leire Pajín ha avvertito che è in gioco la credibilità dell'UE: "L'urgenza con cui si confrontano milioni di persone vulnerabili... è troppo importante perché gli europei possano voltarsi dall'altra parte. In gioco non c'è solo la consegna immediata degli aiuti... ma anche la credibilità dell'UE come attore umanitario globale".
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