Adam Mosseri, CEO di Instagram, ha testimoniato nel processo che coinvolge Google e Meta, respingendo il concetto di dipendenza dai social media, preferendo il termine "utilizzo problematico".
Nel corso della testimonianza, Mosseri ha sottolineato la differenza tra dipendenza clinica e utilizzo problematico, sostenendo che l'uso delle piattaforme non è equivalente alla dipendenza.
Il processo, che si svolge a Los Angeles, mira a stabilire se le piattaforme siano state progettate per incoraggiare il consumo eccessivo da parte dei giovani, influenzando la loro salute mentale. Il caso si concentra su una giovane che ha sperimentato problemi di salute mentale dopo un uso intensivo dei social media. Mosseri ha riconosciuto che, sebbene le piattaforme possano avere effetti negativi, proteggere i minori è vantaggioso anche per gli affari. È stato interrogato sulla responsabilità delle piattaforme nella promozione di contenuti dannosi, ma ha difeso le decisioni prese dalla direzione dell'azienda, inclusa l'uso di filtri per la chirurgia estetica.
Il processo si concentra su algoritmi e personalizzazione, accusati di stimolare la visione compulsiva, e i testimoni dell'accusa hanno sottolineato l'impatto negativo dei social media sui giovani.
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