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Le autorità statunitensi sospettano che Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, abbia avuto una relazione sentimentale con Alice Huang, una donna d’affari di Singapore che, secondo i servizi d’intelligence, sarebbe stata reclutata dal Ministero della Sicurezza di Stato cinese. Le informazioni compaiono in un memorandum citato dal Financial Times e trasmesso a un gruppo ristretto di funzionari statunitensi prima del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping, svoltosi a maggio.
Alice Huang ha ricoperto una posizione dirigenziale presso Megaspeed, un’azienda che fornisce infrastrutture informatiche e utilizza processori Nvidia. La società è da tempo sotto l’attenzione delle autorità statunitensi, a causa dei sospetti che chip avanzati soggetti a restrizioni all’esportazione possano essere finiti in Cina.
Nvidia respinge le accuse di reindirizzamento illegale dei processori e sostiene che gli incontri di Jensen Huang con i rappresentanti dei clienti rientrino nella sua attività ordinaria. L’azienda non ha confermato né l’esistenza di una relazione sentimentale né le accuse di spionaggio.
Il caso è arrivato anche al Congresso degli Stati Uniti. I repubblicani John Moolenaar, Brian Mast e Rick Crawford hanno chiesto a Huang di partecipare a un’audizione a porte chiuse, fissata per il 18 novembre 2026. I parlamentari chiedono spiegazioni sulle sue interazioni con Alice Huang e sulle misure adottate da Nvidia contro lo spionaggio economico.
La posta in gioco è alta: i processori Nvidia sono essenziali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e a Washington l’accesso della Cina a queste tecnologie è considerato una questione di sicurezza nazionale.
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