Il livello del Danubio ha raggiunto valori critiche nel settore bulgaro, con stazioni idrometriche che indicano significative diminuzioni, come meno 101 centimetri a Oriahovo e meno 114 centimetri a Ruse. Questa situazione preoccupante influisce sul funzionamento della Centrale Nucleare di Kozlodui, che fornisce circa il 34% dell'energia elettrica della Bulgaria.
L'esperto Georgi Kaschiev ha avvertito che una ulteriore diminuzione di 30 centimetri potrebbe portare alla chiusura della centrale, poiché il livello dell'acqua è già vicino alla soglia critica necessaria per il sistema di raffreddamento. A differenza delle centrali in Romania e Ungheria, Kozlodui si trova a una distanza di sette chilometri dal Danubio, richiedendo una stazione di pompaggio e un canale per portare l'acqua.
In Romania, la centrale di Cernavodă ha avviato le procedure per la chiusura controllata del Reattore 2 a causa dello stesso problema.
Questa situazione sottolinea la vulnerabilità delle infrastrutture energetiche di fronte ai cambiamenti climatici e alle condizioni idrologiche estreme.
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