Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu propone di trasformare Israele in una "superpotenza" del Medio Oriente, ma i costi della guerra, che hanno raggiunto i 405 miliardi di shekel, gravano seriamente sul bilancio nazionale, secondo AFP.
Il conflitto iniziato il 7 ottobre 2023 ha generato un raddoppio del bilancio del Ministero della Difesa, e il debito pubblico è salito a oltre il 69% del PIL. Esteban Klor, professore di economia, sottolinea che gli israeliani pagano "due volte" per la guerra, attraverso la riduzione della spesa sociale e la mobilitazione dei riservisti, influenzando così la produzione e la qualità dei servizi pubblici. Sebbene l'economia abbia iniziato a riprendersi, le preoccupazioni riguardo all'istruzione e alla salute aumentano, e le disuguaglianze sociali si approfondiscono.
Netanyahu intende investire massicciamente nell'industria della difesa, ma gli esperti avvertono che il bilancio della difesa potrebbe superare il 10% del PIL, il che potrebbe avere conseguenze severe sul tenore di vita dei cittadini.
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