L’esercito degli Stati Uniti ha elaborato nuovi piani per riprendere le operazioni contro l’Iran, compreso l’uso della bomba GBU-43/B MOAB, nel caso in cui il presidente Donald Trump ordinasse attacchi prima o dopo le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Secondo fonti citate dalla CNN, gli obiettivi potrebbero includere le infrastrutture energetiche e gli impianti nucleari iraniani.
L’uso della cosiddetta «madre di tutte le bombe», la più grande bomba non nucleare dell’arsenale americano, rappresenterebbe una significativa escalation. Fonti a conoscenza dei piani militari hanno tuttavia messo in dubbio l’efficacia dell’arma nel conseguire gli obiettivi strategici dichiarati da Trump o nel cambiare il corso della guerra.
Le informazioni emergono dopo più di sei mesi di bombardamenti e in un momento in cui il conflitto è diventato sempre più impopolare negli Stati Uniti. L’amministrazione Trump cerca una formula per una conclusione presentata come «definitiva», mentre i repubblicani si preparano a possibili conseguenze elettorali.
Parallelamente, l’Iran avrebbe cambiato strategia nello Stretto di Hormuz. Fonti iraniane citate da Reuters sostengono che Teheran abbia intensificato, negli ultimi dieci giorni, gli attacchi contro alcune navi commerciali, per mantenere elevati i prezzi del petrolio e influenzare le elezioni americane.
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