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Le recenti elezioni in Giappone, vinte dal partito del primo ministro giapponese Sanae Takaichi con una significativa maggioranza, sono contestate da diversi avvocati che chiedono l'annullamento delle stesse per motivi di incostituzionalità.
Questi sostengono che il scrutinio è stato organizzato senza la correzione della disparità tra i collegi, dove alcuni hanno 2,1 volte più elettori di altri. Ad esempio, in Hokkaido, un distretto ha 462.999 cittadini nelle liste, mentre un altro a Tottori ne ha solo 220.820. Questa disparità è aumentata rispetto alle elezioni precedenti, e la Corte Suprema ha deciso in precedenza che l'ineguaglianza del 2024 era costituzionale.
Le altre corti in Giappone sono i primi tribunali che giudicheranno queste contestazioni, ma una decisione finale da parte della Corte Suprema potrebbe essere attesa solo a marzo 2027.
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