Un uomo di 34 anni, noto alle autorità per i suoi legami con l’estrema sinistra, è stato fermato martedì mattina nel dipartimento dell’Alta Vienne, sospettato di aver incendiato il Municipio di Limoges durante le proteste di sabato, convocate contro l’alto costo della vita.
Il sospettato è stato catturato in un’abitazione isolata di Bussière-Boffy, località appartenente al comune di Val d’Issoire, con il supporto dell’unità d’élite RAID. Secondo la polizia, figura nel registro «S» ed è noto per atti di violenza contro rappresentanti dell’autorità. È stato sottoposto a procedimento penale e condannato in appello a un anno di reclusione con la sospensione condizionale della pena dopo aver presumibilmente colpito un agente di polizia.
Il sindaco di Limoges, Guillaume Guérin, lo considera il possibile «cervello» dell’operazione e si aspetta ulteriori arresti. L’incendio ha distrutto quasi completamente l’interno della parte antica del municipio, inaugurata nel 1883, mentre il tetto e il campanile sono crollati.
L’indagine è coordinata dalla polizia giudiziaria locale. È stata informata la sottodirezione antiterrorismo, ma la Procura nazionale antiterrorismo non ha ancora assunto il caso e sta valutando se l’attacco sia stato organizzato e possa essere qualificato come atto terroristico.
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