L'epidemia di Ebola, dichiarata il 15 maggio, ha già raggiunto 387 casi confermati e 196 morti. Molti pazienti scelgono di consultare guaritori tradizionali invece di recarsi in ospedale, considerando la febbre emorragica una sofferenza spirituale.
Questa scelta ha conseguenze devastanti, poiché il virus si diffonde attraverso il contatto con i fluidi corporei dei pazienti. A Bunia, epicentro dell'epidemia, la disinformazione e la sfiducia nei confronti del personale medico sono ostacoli principali nella lotta contro la malattia. Una voce locale sostiene che l'Ebola sarebbe diffusa da talismani magici, e molti arrivano in ospedale solo quando sono molto malati.
I lavoratori umanitari esortano i leader religiosi a impegnarsi attivamente nell'educare le comunità sulla malattia, tenendo presente che i sintomi sono spesso imbarazzanti, e le vittime preferiscono l'intimità dei guaritori tradizionali. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'epidemia un'emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale.
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