Alcuni giorni prima che Elon Musk parlasse dell’interruzione del servizio, l’esercito ucraino aveva segnalato interruzioni e limitazioni della connessione Starlink nella notte del 14 ottobre, anche per missioni critiche, mentre i sostenitori di Serghei Sternenko (ex consigliere del ministro della Difesa) avevano affermato che la restrizione sarebbe stata richiesta dall’amministrazione del presidente Donald Trump. Parallelamente, Volodimir Zelensky aveva chiesto a Elon Musk, in un’intervista, di ripristinare i servizi, avvertendo che, se gli attacchi fossero continuati e la rete non fosse tornata operativa, «la gente sarebbe morta».
Nello stesso periodo, Elon Musk aveva respinto l’idea che le restrizioni fossero state decise da SpaceX, affermando che qualsiasi rallentamento/limitazione della rete Starshield sarebbe dipesa dal governo degli Stati Uniti, non dall’azienda. Inoltre, il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski aveva chiesto pubblicamente su X se Musk utilizzasse Starlink per scopi politici, dopo che Kiev aveva segnalato perturbazioni legate all’utilizzo di Starlink per missioni con droni.