Con 174 seggi alla Camera dei Comuni, il Partito Liberale canadese ha raggiunto la soglia della maggioranza assoluta il 13 aprile 2026. Le vittorie nei collegi elettorali di Toronto e Québec rafforzano il potere del premier Mark Carney e ridefiniscono il panorama politico canadese, sia a livello interno che nei rapporti con Washington e con i partner occidentali.
Risultati delle elezioni: come si è costruita la maggioranza
Il 13 aprile 2026, il Partito Liberale ha vinto tre collegi vacanti nelle province dell'Ontario e del Québec. A Toronto, Danielle Martin ha vinto il collegio di University-Rosedale, mentre Doly Begum ha ottenuto il seggio a Scarborough Southwest. Il terzo scrutinio, tenutosi a Terrebonne, Québec, una corsa estremamente serrata, vinta in precedenza dal candidato liberale con un solo voto di vantaggio, ha confermato anche la vittoria dei liberali, portando il numero totale di seggi a 174 alla Camera dei Comuni su 343 seggi.
Queste vittorie non sono arrivate in modo isolato. Esse sono seguite a una serie di cinque passaggi di parlamentari dell'opposizione ai liberali negli ultimi cinque mesi, un fenomeno senza precedenti nella storia recente del Canada. L'effetto cumulativo: una maggioranza costruita sia attraverso il voto diretto che attraverso l'erosione interna dell'opposizione.
Il contesto: un anno di governo minoritario sotto pressione esterna
Carney aveva vinto le elezioni nazionali del 2025, ma senza ottenere allora la maggioranza assoluta. Per quasi un anno, il Partito Liberale ha governato in minoranza, dipendendo dal sostegno selettivo dei Conservatori per l'adozione di leggi economiche e commerciali. Questa fragilità parlamentare ha limitato la sua capacità di azione proprio nel periodo in cui le pressioni esterne, tariffarie e geopolitiche, provenivano da Washington.
Carney è entrato in politica con un profilo atipico: ex governatore della Banca del Canada e della Banca d'Inghilterra, eletto come un "non-politico" proprio perché il momento richiedeva un gestore di crisi, non un ideologo. La sua credibilità economica ha convinto i canadesi preoccupati per il futuro del paese a dargli fiducia, nel contesto in cui Donald Trump dichiarava di sognare di trasformare il Canada nel 51° stato americano.
Pierre Poilievre e i Conservatori: crisi di leadership
Se i Liberali sono in ascesa, i Conservatori guidati da Pierre Poilievre stanno attraversando uno dei periodi più difficili nella storia recente del partito. Un quarto parlamentare conservatore è passato ai Liberali, e secondo CBC News, sarebbero in corso negoziati con altri nuovi membri del caucus conservatore.
La voce del leader dell'opposizione ufficiale è sempre più messa in discussione. Malcontento interno, demoralizzazione di alcuni membri del caucus e incapacità di fermare l'emorragia di seggi trasformano la questione sul futuro di Poilievre da una speculazione a un dibattito reale all'interno del Partito Conservatore. I Conservatori erano stati considerati, a un certo punto, favoriti per formare il governo, e l'ascesa di Carney, catalizzata in gran parte dalla reazione anti-Trump dell'elettorato canadese, ha rovesciato questo calcolo.
Relazione con gli USA: il mandato anti-Trump di Carney
L'agenda esterna di Carney è stata costruita esplicitamente attorno alla relazione tesa con l'amministrazione Trump. Il primo ministro canadese ha ottenuto un "mandato più forte per resistere a Trump", secondo CNN, dopo che la campagna elettorale si è svolta sotto il segno delle tariffe americane e delle minacce di annessione.
Il messaggio post-elettorale è stato categorico: Carney ha annunciato la riduzione degli acquisti di armamenti dagli Stati Uniti e ha ribadito l'impegno a ridurre la dipendenza del Canada dal suo vicino meridionale. Una prima concretizzazione di questa diversificazione è l'accordo firmato di recente con la Cina per l'importazione di 49.000 automobili all'anno, una decisione che ha generato forti reazioni a Washington, con il CEO di Ford, Jim Farley, che ha dichiarato di sperare che i veicoli cinesi dal Canada non attraversino il confine verso gli USA.
Con una maggioranza parlamentare consolidata, Carney dispone ora dello strumento politico necessario per operazionalizzare questa agenda senza il rischio di essere bloccato in Parlamento. Il governo canadese ha funzionato nell'ultimo anno proprio con concessioni fatte all'opposizione conservatrice per sopravvivere in minoranza, concessioni che non saranno più necessarie almeno fino al 2029, data delle elezioni nazionali.
Implicazioni per la relazione con l'UE
Il governo Carney parte con alcune premesse favorevoli a un dialogo più stretto con l'Unione Europea: un premier con formazione in politica macroeconomica internazionale, un'agenda di diversificazione dei partenariati e una crescente pressione interna sul dossier climatico.
Il primo elemento di convergenza è quello economico. L'agenda dichiarata del governo Carney mira esplicitamente a ridurre la dipendenza del Canada dal mercato americano, nel contesto in cui le tariffe imposte dall'amministrazione Trump e le minacce di annessione hanno dimostrato la fragilità di un modello economico costruito quasi esclusivamente sulla relazione con il vicino meridionale. L'Unione Europea, a sua volta, sta attraversando la stessa tensione strutturale: relazioni commerciali storiche con gli Stati Uniti da un lato, e la crescente pressione di ricostruire la propria autonomia strategica dall'altro. Questa parallela situazione crea un terreno fertile per l'avvicinamento tra Ottawa e Bruxelles.
Il secondo elemento di convergenza è l'agenda climatica. Gli assicuratori canadesi di proprietà, come Intact Financial, TD Insurance, Wawanesa, Definity Financial, si trovano ad affrontare un'accelerazione dei danni causati da incendi boschivi e hanno trasmesso pubblicamente un messaggio esplicito al governo Carney: il clima deve essere posto al centro dell'agenda, non alla periferia. I premi assicurativi sono aumentati di circa il 6% nel 2025, e la stagione degli incendi del 2026 si preannuncia ancora più impegnativa. Proprio l'impegno verso la transizione climatica rappresenta uno dei pilastri su cui l'UE ha costruito la propria identità di attore globale nell'ultimo decennio. Un Canada che riafferma il clima nell'agenda di governo è, da questa prospettiva, un partner con cui Bruxelles può costruire più facilmente.
****Sintesi realizzata con l'aiuto di un flusso di monitoraggio di dati fornito dalla piattaforma di monitoraggio media NewsVibe Romania. L'analisi, i dati e le immagini presentate sono stati migliorati con l'aiuto di strumenti di Machine Learning e Intelligenza Artificiale.
Ultime notizie
23:14
23:10
23:05
22:58
22:51
Vedi altre notizie