Decine di persone sono state fermate domenica a Mosca durante una manifestazione organizzata dal Partito Comunista per commemorare le vittime della crisi costituzionale russa del 1993. La protesta, autorizzata dalle autorità, ha assunto una forte connotazione antigovernativa dopo che i partecipanti hanno scandito messaggi per la liberazione dei prigionieri politici, elezioni corrette e contro il Cremlino.
Secondo l’organizzazione per i diritti umani OVD-Info, citata da The Independent, il numero delle persone fermate è aumentato da circa 20 a circa 60 verso la fine della manifestazione. Tra le persone portate alla polizia ci sarebbero stati 26 partecipanti associati al Partito Comunista, 30 membri della formazione liberale Jabloko e altri attivisti. La polizia sarebbe intervenuta dopo l’intensificarsi degli slogan, compresi quelli contro la repressione politica e Roskomnadzor, l’autorità russa per le comunicazioni e internet.
L’assemblea ha commemorato il 33º anniversario dello scontro tra il presidente Boris Eltsin e i parlamentari che gli si opponevano, conclusosi nel 1993 con l’intervento dell’esercito e il bombardamento dell’edificio del Parlamento di Mosca.
La protesta è insolita perché il Partito Comunista, principale formazione dell’opposizione parlamentare, di norma non contesta direttamente il potere di Vladimir Putin e sostiene posizioni vicine al Cremlino su questioni importanti, compresa la guerra in Ucraina. La manifestazione si è svolta sullo sfondo del conflitto e delle tensioni tra la Russia e l’Occidente.
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