Decine di migliaia di persone hanno protestato domenica, a Praga, per difendere la libertà di stampa e contro il piano del governo di modificare il finanziamento della radio e della televisione pubbliche. La protesta è stata organizzata dall’iniziativa civica «Un Milione di Momenti per la Democrazia», sullo sfondo dei timori che la riforma possa minare l’indipendenza editoriale delle due istituzioni.
I partecipanti hanno esposto messaggi come «Fermate il governo dell’arroganza e della distruzione» e «Non vogliamo tornare alla censura». Negli ultimi giorni, manifestazioni più piccole si sono svolte a Praga, Brno e in altre città della Cechia.
Il governo guidato dal primo ministro Andrej Babiš vuole abolire il canone pagato dai cittadini per i servizi pubblici radiotelevisivi e introdurre il finanziamento diretto dal bilancio dello Stato. Il progetto è stato adottato in prima lettura dalla Camera dei deputati, durante una seduta tenutasi nella notte tra sabato e domenica, e dovrà ora essere esaminato dalle commissioni parlamentari.
Il presidente Petr Pavel ha criticato la fretta dell’esecutivo e l’organizzazione del dibattito durante il fine settimana e nelle ore notturne. Gli oppositori avvertono che il nuovo meccanismo potrebbe aumentare la dipendenza dei media pubblici dal governo e favorire le ingerenze politiche nell’attività editoriale.
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