I legislatori cubani hanno adottato giovedì quasi 200 riforme economiche destinate a salvare l'isola comunista da una crisi profonda, aggravata da un blocco petrolifero imposto dagli Stati Uniti. Il premier Manuel Marrero ha presentato 176 misure che mirano a ridurre il ruolo dello stato nell'economia e ad attrarre investimenti in vari settori, inclusi turismo e agricoltura. Tra le riforme ci sono l'eliminazione dell'obbligo per gli investitori stranieri di formare partnership con lo stato e l'autorizzazione di grandi imprese private. Questi cambiamenti arrivano in un contesto di pressioni da parte degli Stati Uniti, e il presidente Miguel Diaz-Canel ha riconosciuto la necessità di 'cambiamenti urgenti' per evitare il collasso economico. Sebbene il governo cubano abbia sempre accusato l'embargo americano per i problemi economici, Diaz-Canel ha ammesso l'esistenza di ostacoli interni. Nonostante lo scetticismo locale, il settore delle piccole imprese ha accolto le riforme, vedendole come una speranza per la rivitalizzazione del turismo.
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