Il ministro degli esteri spagnolo, Jose Manuel Albares, ha dichiarato che quasi tutti i migranti arrivati a Ceuta sono tornati in Marocco, annunciando la conclusione della crisi dopo un afflusso di almeno 50.000 persone.
Albares ha sottolineato che l'integrità dell'area Schengen è stata mantenuta e che i migranti non hanno potuto raggiungere la parte continentale della Spagna senza identificazione. Criticando la confusione generata da interessi politici, ha risposto anche alle critiche da parte di alcuni stati membri dell'UE, come l'Italia, che ha sospeso temporaneamente l'accordo Schengen con la Spagna.
La crisi è stata alimentata da una recente decisione della Corte Suprema spagnola, che ha ristretto le espulsioni rapide, generando un'interpretazione errata dell'apertura delle frontiere. Il premier Pedro Sánchez ha menzionato che le reti criminali hanno approfittato di questa situazione. L'ingresso massiccio di migranti ha portato a una grave crisi umanitaria a Ceuta, con 60 decessi segnalati, e ha determinato la mobilitazione dell'esercito spagnolo.
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