Beatrice Keul, una svizzera originaria di Berna, accusa Donald Trump di averla violentata nel 1993, in un appartamento dell’hotel Plaza di New York. I democratici della Commissione Giustizia della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti hanno reso pubblico un rapporto basato sui colloqui avuti con la donna, che ha dichiarato a Blick di volerlo denunciare.
Secondo il suo racconto, Keul aveva 24 anni e partecipava a concorsi di bellezza quando sarebbe stata invitata a un evento organizzato da Trump. Sostiene che un suo rappresentante l’abbia accompagnata in una stanza d’albergo, dove il magnate l’avrebbe aggredita sessualmente e in seguito le avrebbe chiesto di mantenere il silenzio.
Le accuse non possono essere verificate in modo indipendente. La Casa Bianca le ha respinte, affermando che «nessuna di queste accuse è vera». Keul afferma di aver ricevuto anche una telefonata minatoria, motivo per cui teme per la sicurezza della sua famiglia.
I presunti fatti sono caduti in prescrizione, ma gli avvocati della donna sperano nell’approvazione di una legge a New York che riapra temporaneamente la possibilità di intentare azioni civili, sul modello dell’Adult Survivors Act. Keul aveva parlato pubblicamente dell’incidente anche nel 2024, ma allora aveva raccontato soltanto che Trump l’avrebbe baciata e palpeggiata contro la sua volontà.
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