Un attacco con droni ha provocato un incendio nella raffineria Rosneft di Rjazan, in Russia, mentre Mosca e Kiev non hanno confermato ufficialmente una presunta tregua riguardante le infrastrutture energetiche. Il governatore della regione, Pavel Malkov, ha annunciato che i servizi di emergenza si trovano sul posto e che l’entità dei danni è in fase di valutazione.
L’attacco è il primo segnalato contro un impianto energetico russo da quando il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che Russia e Ucraina avrebbero concordato di sospendere tali operazioni. Malkov ha precisato che i droni hanno danneggiato anche un deposito situato in un’altra località, senza fornire dettagli.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato al Financial Times che l’Ucraina ha interrotto per tre giorni gli attacchi contro le infrastrutture energetiche, su richiesta degli Stati Uniti. Ha tuttavia sostenuto che la Russia ha continuato a colpire obiettivi ucraini e che Kiev intende riprendere le operazioni.
La raffineria di Rjazan rappresenta quasi il 5% della capacità totale di raffinazione del petrolio della Russia e rifornisce di carburante l’area di Mosca. L’impianto è già stato preso di mira da attacchi con droni negli ultimi mesi. Finora non è noto se l’attività della raffineria sia stata interrotta.
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