Il presidente della Finlandia, Alexander Stubb, ha avvertito lunedì, in un discorso pronunciato al Collegio d’Europa di Bruges, che l’Europa attraversa un’«era dell’oscurità», nel contesto delle numerose guerre e della rivalità strategica tra Stati Uniti e Cina.
Stubb ha dichiarato che il periodo successivo alla Guerra fredda si è concluso e che il mondo si trova in un momento geopolitico decisivo, paragonabile agli anni 1945 e 1989. Ha affermato che, se in passato c’era più ottimismo sulla possibilità di sconfiggere malattie, carestie e guerre, l’attuale contesto internazionale offre «molti motivi per essere pessimisti».
Il leader finlandese ha citato stime secondo cui nel mondo sono in corso circa 65 conflitti o guerre, il numero più alto registrato dalla Seconda guerra mondiale. A suo avviso, la sicurezza globale dipenderà in larga misura dalla scelta tra cooperazione e confronto che saranno chiamati a compiere Stati Uniti e Cina.
Riferendosi alla guerra in Ucraina, Stubb ha sostenuto che l’Europa deve costruire una struttura di sicurezza capace di impedire alla Russia di attaccare nuovamente i suoi vicini. La NATO resterà essenziale, ma sarebbero necessari anche nuovi meccanismi per rafforzare la fiducia tra Europa e Russia.
Il presidente della Finlandia ha esortato i futuri diplomatici e politici a non cedere al pessimismo. Ha stimato che, nei prossimi 30 anni, l’Unione europea potrebbe arrivare a 40 Stati membri, con l’adesione di Paesi come l’Ucraina e la Repubblica di Moldova, ma anche attraverso un eventuale ritorno del Regno Unito.
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